Confusi nella folla
come se fosse quella
un vortice di assenze
urli i tuoi gemiti
e mi vedi senza occhi
e mi senti senza orecchie.
Astrai le tue mani
per farne le mie
e anneghi il tuo
nel mio desiderio,
ogni cosa che tocchi
sono io dentro te.
Prigionieri d’illusione
ci adoriamo ancora
confusi nella folla
essenze assenti,
schiaffeggiate dal dolore
del non poter essere.
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