Probabilistica dell’amore

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L’illusione dell’anima gemella e dell’amore eterno sembra essere in conflitto con elementari considerazioni di calcolo probabilistico. Siamo davvero tanti sulla faccia della terra, un po’ più di donne va bene, ci sono poi le diverse fasce di età e va bene, i luoghi lontani e le lingue diverse pure, ma già oggi cose che cominciano a non esser più tanto tali.
Nonostante tutti i tagli che si possano fare, il numero di persone dell’altro sesso, o del sesso che ci aggrada, per cui potremmo provare attrazione, resta comunque enorme.
Eppure succede che un giorno molti di noi decidano di aver trovato l’unica, insostituibile, ineguagliabile meta della propria attrazione, insomma l’amore. In realtà una persona assai spesso costruisce su di un individuo verso il quale, in scala percentuale, prova un’attrazione di 45 per esempio, una maggiorazione illusoria figlia del desiderio o della modestia di precedenti esperienze.
E’ ovvio che volendo far salire il valore di questo numero, il livello di probabilità d’incontrare la persona giusta che corrisponda il sentimento scende a precipizio, una gran bella fregatura.
Le storie della vita danno mille esempi dimostrativi, tradimenti e insanabili rotture ne sono le conseguenze.
Succede anche che la novità sconosciuta stimoli il desiderio ancor più del certo di un rapporto consolidato, giusto per complicare un po’ più le cose.
A questo punto della lettura mi direte: mamma mia che pessimismo! ed invece ora vi dirò perchè le cose si possono un po’ aggiustare (almeno nella mia modesta opinione):
1) il fatto che una cosa sia improbabile non significa che sia impossibile;
2) se siamo consapevoli di questi concetti, possiamo muoverci con maggiore prudenza;
3) i rapporti duraturi nascono dall’attrazione ma si costruiscono nel tempo con la condivisione, la tolleranza, il reciproco rispetto, la scelta e la volontà di mantenere un impegno e le mille altre cose che la vita in comune può dare;
4) accettare l’idea che nessun individuo potrà mai completare l’altro in tutto e che una gita fuori porta può capitare, senza essere di per se una tragedia;
5) l’amore esclusivo è un tarlo da cui conviene liberarsi.

Forse la mia è anch’essa un’illusione, quella di accettare la realtà per quella che è, salvando nel contempo la poesia dell’amore ma la rinuncia alla nostra natura è un dolore che può uccidere la poesia ancora di più.
Ci sarebbe tanto altro da dire ma per ora mi fermo qui.

24 novembre 2017 alle ore 16.06

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