Ore e giorni in cui non ho di te che minuscoli frammenti mentre il mio sangue urla il desiderio del tuo odore reso più urente da un esser distanti che appare di spazio e di tempo un infinito.
Mi avvicino alla gatta
lei mi guarda curiosa
parlo calmo rigira la testa
muove la coda
lenta e pigra.
Poi il contatto
un dito sul naso
spinge il muso in avanti
m’accoglie...
E corriamo ancora
sul vento della vita
e sui prati dell’essere.
Tieni stretto tra le mani
il mio filo d’aquilone
ti guardo sereno
nel mio volo audace
vedo ancora ondeggiare
i tuoi riccioli...