Ore e giorni in cui non ho di te che minuscoli frammenti mentre il mio sangue urla il desiderio del tuo odore reso più urente da un esser distanti che appare di spazio e di tempo un infinito.
Tu lasciasti violare
quell’intimità nostra
che era fiore bizzarro
a chi cieco di bellezza
nel vento dell’ira
tutto ha spazzato.
Sul nostro prato
resta ora il fango
del livore ignorante
tra gli steli...