Domande a mio padre

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Mi lasciasti
che eri giovane ancora,
prima che il mio sole
cominciasse a brillare.
Fu ingiusto il conto pagato
ad una vita che invece
avevi dedicato.
Erano gli anni degli ideali
ricordo i confronti
del pensar diverso
e del sognare.
Ricordo il tuo volto,
sempre sereno,
anche nei giorni del dolore,
ricordo il tuo saper amare.
Ora che il tempo
in cui m’insegnasti
è giunto ad esser più breve
della tua assenza,
ora che mi avvicino
al tuo stesso tempo
mi pongo domande.
Sento tanto del tuo sangue
che sempre mi perfonde,
eppure non ricordo in te
l’inquietudine profonda
che pervade i miei giorni,
avevi nascoste le tue ferite?
forse ero troppo giovane
per condividere il dolore?
Erano tempi diversi,
oggi io padre
apro i cassetti dello stupore
ad un figlio che ascolta
comprende.
Così il nostro sangue
di sensi attenti
e di parole piene,
nei sorrisi e nelle lacrime,
continua a mescolarsi nel mondo.

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