Mordi
le tue labbra
come se io le mordessi,
carezzi
la tua pelle
nel modo che io farei,
guardi
il profondo
come se ti guardassi,
baci
come se io ti baciassi
e respiri
come io fossi l’aria.
M’inebria
questa dolce illusione.
Quasi lo sentivo dentro
lo spogliarsi dell’autunno
e, come le foglie ingiallite,
raggrinziva ogni gioia
e la pioggia a dissolverle.
Poi, d’improvviso le ali
dipinte di lucido scuro
sulla tua pelle...
Tra i rari compagni
del mio star solo
ci sei tu, mistero selvaggio.
Tu, che pur sola m’appari
nelle folle diverse
del mio inquieto vagare.
Come me sei legata
dall’amato...