Nella notte dell’anima

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 Nella notte dell’anima
sembra che i sensi
vogliano fuggir lontano.
Così forte è quel dolore
che l’occhio s’acceca
sparite le parole, la musica,
ferme le mani, senza pelle,
soccombe la speranza
annega il desiderio.
No, non muoiono i sensi,
ecco, sono come riuniti
a covar la ribellione,
sono a prendersi il corpo
a strapparlo dal soffrire,
come fosse l’inebrio
d’un antico baccanale.
Resi liberi, all’istante,
sfrenati si rincorrono
a bersi l’un l’altro
espansi ed insaziati,
incuranti ed astratti.
E’ una memoria ancestrale
che cura ogni ferita
scacciando per quel tempo
tutti i mostri insabbiati.

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