Ora parlano tutti

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Ora parlano tutti, ognuno con la sua verità, i colpevoli ben indicati e le mille buone intenzioni che il tempo coprirà di polvere nel giro di qualche settimana.
Io credo che siamo tutti coinvolti, in un paese dove la natura è generosa e crudele insieme, ci sono situazioni a rischio ovunque per motivi diversi: la vetustà, la localizzazione rivierasca, le complessità dei sottosuoli, solo per fare qualche esempio. Soltanto se tutti si assumono le proprie responsabilità ed agiscono, nella competenza e nei doveri di proprietà, si potrà evitare di contar morti innocenti al prossimo sisma o alla prossima alluvione.
Ora tutti parlano, monta il pregiudizio, con un processo mediatico spropositato che mi addolora, ma chi oggi punta il dito sui presunti colpevoli chiude spesso gli occhi sui propri scheletri negli armadi.
Sentenze senza processo, istruttorie basate sul nulla.
Ora tutti parlano ed io, che non son meglio di altri, mi sforzo di proporre una causa su cui agire.
Il mondo dei consumi, su cui tutti siamo incollati inestricabilmente, stravolge il valore delle cose e la scala delle priorità: cellulari, vestiti eleganti, automobili, megatelevisori e altre amenità sono spesso anteposti, nell’elenco delle spese delle famiglie, al decoro ed alla sicurezza delle case.
In un paese che potrebbe vivere della sua bellezza e dei suoi tesori la politica, dal canto suo, non è in grado di produrre piani adeguati per preservare il tutto, la crisi ci avrà messo il suo ma non è certo la causa.
Non voglio nemmeno pensare agli effetti di un sisma sulle costruzioni in cemento armato dei primi tempi dove spesso l’acciaio è corroso dall’aria.
Necessita una sterzata culturale di tutti, rivalutando le priorità utili ad un futuro migliore.

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