“Cafonauti” che peste vi colga

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Quanto ami il mare chi mi conosce lo sa bene, imparai forse prima a nuotare e poi a camminare, come in tutti gli amori però ci sono le sofferenze.
Andavo sott’acqua da ragazzo, e anche un po’ oltre quel tempo, vedere il deturparsi del fondo era triste, ci fu poi l’epoca degli scafi blu, i contrabbandieri che giravano da padroni oltre ogni regola, pensavo fosse il peggio ma non era così.
Quando la nautica da diporto è diventata cosa per tutti quanti avessero i soldi per comprare una barca pian piano si è raggiunto il fondo.
Oggi lancio una furiosa filippica contro i “Cafonauti” che devastano il mare ed il golfo di Napoli in particolare.

Dico a voi immondi appestatori del mare di estate, con i vostri orrori galleggianti che ho difficoltà a chiamare barche, spesso acquistati coi proventi dell’evasione fiscale, voi che sfrecciate sotto costa in semiplanata muovendo l’acqua oltremisura e consumando carburante in dispregio di ogni norma, voi che pensate di compensare la piccola misura del vostro pisello con i cavalli dei vostri motori, voi che vi assembrate nelle baie a distanze strette, quasi a voler replicare i parcheggi urbani, voi che distruggete con le vostre ancore i prati di posidonia, che peste vi colga.
Oggi ero per mare e dico uno fosse uno di voi che avesse navigato con rispetto ed educazione, andate a morire altrove che il mare è troppo buono e dovrebbe sommergervi invece come se Poseidone, offeso dalla vostra ignobiltà, v’infilzasse col suo tridente.

L’orrenda copula tra il denaro e l’ignoranza.

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