Ombre di natale

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24 dicembre 2016 alle ore 13.26

Oggi è un giorno di memoria quando tutto intorno ci chiama all’oblio, in un mondo che sembra non capire più nulla di se. Eppure il significato di questi giorni, anche per chi come me non crede, è nella condivisione e nella fratellanza. Proviamo a sognare un po’.
A me sembra che il sogno possa essere la realizzazione nel mondo dell’armonica confusione del presepe napoletano, quello ricchissimo settecentesco ma anche quello più popolare e democratico dell’ottocento e dei giorni nostri. Si il nostro presepe sembra proprio una metafora della mescolanza, quasi un paradosso che riunisce in uno spazio confinato le sconfinate diversità degli stati sociali, dei popoli e delle culture, degli animali esotici e domestici, dei cibi diversi, dei vizi e delle virtù, delle luci e delle ombre, delle stagioni fredde e di quelle calde, del giorno e della notte. Si, sembra restare un sogno, questa metafora, in un mondo che par diventato un presepe gigantesco ma che ancora non vede danzar tarantelle tra il povero ed il ricco, tra il bianco ed il nero, tra l’oriente e l’occidente.
Intanto, indietro non si torna, i confini dissolti c’impongono il messaggio della convivenza e della tolleranza, esser sordi ad esso ci ridurrà ad una notte buia e senza comete.

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