Un pensiero banale sul bene e sul male…o forse no

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Ora vedo il bene ed il male dell’umanità come urlati ogni giorno, i media ci sommergono di notizie e questo è bene e questo è male. il bene ed il male ci sono sempre stati ma ora ce lo fanno sapere a domicilio.
Il 12 febbraio si celebra il Darwin day (i giorni dell’anno purtroppo son meno di quanto di celebrabile ci sia nella storia) un uomo che nell’800 ha distrutto una fetta importante delle umane credenze, per dirla breve ci ha fatto sapere, insieme ai suoi epigoni, che siamo scimmie evolute.
L’evoluzione, detta in parole per tutti, si basa su leggi feroci: il più forte vince, il sangue della progenie è prossimo da salvare, l’altèro e cibo o e nemico.
A me sembra che la base del bene che l’umanità produce sia nella rara espressione di una espansione, sentimentale e concettuale, del senso del prossimo e della progenie. Il male invece sia nell’amplificazione inconsulta dell’avversione per l’altèro.
E’ un paradosso che mentre la tecnologia ha di fatto spazzato via le barriere naturali rendendo tutti più prossimi e consanguinei, e quindi da volerne il bene, la parte cattiva della natura umana, figlia di paura ed aggressività (il lupo che copula con l’agnello), erge mura e chiude i confini.
La storia dirà quale strada prenderemo, il fatto che io creda che c’è ne è una buona è del tutto ininfluente…perchè io sono un poeta.

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