E' un abisso celeste,
come in un buco nero,
nel vortice dei sensi,
s’inghiotte ogni parola.
L’essenza del tuo godere
invade e risucchia
come un treno di onde
che frange dall’oceano.
S’annulla ogni contorno,
risplende, solitario diamante,
nella liquida esplosione,
il tuo oblio di libertà.
Attrazione gravitazionale
dei macigni repressi
che sfumano d’incanto
nella purezza...
Ti carezzano i miei occhi,
corsa inquieta sul tuo volto,
finita ruzzolando nel sorriso.
Sussurrate le parole vaghe,
come refoli di vento
in una calma rubata,
d’un tempo senza sé.
Son nostri gli odori confusi
dal calore d’emozione
che ci penetrano il naso.
Camminano incessanti
le mani a dita...
Vorrei mio quel linguaggio
che parole non dice,
come sanno infallibili
i nostri animali.
Saper leggere lo sguardo
il curioso vagare degli occhi
ed il muoversi lento
delle mani e del corpo.
Sentire l'odore, il calore
l'improvvisa tensione
di una piccola piega
su d’un volto che ammiro,
il tono ed il...
Spudorate le farfalle
e i colibrì e le api
che fanno volando
del bisogno piacere
tra la bellezza dei fiori.
E’ un bizzarro amplesso
di colori e forme
di liquide dolcezze
che sparge senza tregua
la vita nella vita.
...
Occhi che mai vidi
mi parlano volendo
sono urla talvolta
più spesso sussurri
a me solo ora è dato
d’ascoltare chiara
quella voce muta
che della stessa carne
mi pare siam fatti.
Mescolanza bizzarra
di sensualità gioiosa
marezzata talvolta
di dolce malinconia
che...
Quante poesie scriverò dal tuo sguardo
quante dal tuo muoverti lento
quante dai baci rabbiosi
quante dalle mani ardite.
Quante poesie scriverò sulle tue labbra
e quante sui tuoi seni vissuti,
quante dell'esser tuo
e del tuo desiderio.
...
Ancora
scavo in te
a cercare
recessi velati
stupori sospirati
odori ignoti
e lacrime relitte.
Scavo con gli occhi
nelle tue pieghe
tra le curve
ed i colori diversi
della tua pelle.
Scavo ancora
nell’inconsueto
negli ardori soffocati
...
Hai cacciato via il sonno
dalla mia notte inquieta
con la pelle che urlava
il suo fuoco di sempre.
Mille pipistrelli volavano
nella grotta del pensiero
a cacciare le falene in volo
come schegge di emozione.
In questo si...
Mi sanguinano,
ancora di più,
le piaghe profonde,
imposte dal morso
delle mie catene.
Ora che scorgo
l'altra sponda del fiume
che non so attraversare,
lancio forte
il grido del profondo,
per spingere almeno
il mio suono
su quella riva ignota
che, per il solo esser tale,
a me pare
un incanto remoto.
E se fossero
le ore del giorno
come stanze diverse,
con porte dischiuse
s’un lungo corridoio.
Stanze sconosciute
che ad entrarvi
si fermi il respiro,
nei colori e nelle luci
nelle forme umane
nelle loro parole.
E se fossero i giorni
come case nuove
e i mesi strade
e gli anni città
ancora ignote.
In...












