Ricorre vivo alla mente
il ricordo potente
dell'onda lunga del mare
in tempesta calante
sole, vento e aria tersa
sulle spiagge sfollate
del mio giovane tempo.
Fragore assordante
di mille schianti
candore abbagliante
di schiume frizzanti
odore fragrante
del fresco di mare
sapore pungente...
Esploro il senso
del tuo bianco e nero
mi soffermo
sui rari grigi
sui colori sfumati
sulle nebbie cercate.
Come fosse un libro
leggo i sussurri
e le grida
del mostrare che vuoi
provo l’imprudenza
di cercare la chiave.
Sembra una sciarada
un rebus senza lettere
eppure mi pare
che sotto quei veli
si nasconda...
Che cosa mi viene dal tempo trascorso
a correre dietro alle cose del mondo?
Pensieri più saggi, la barba più bianca
i ricordi e i dolori di amori sfumati
sogni sognati, non sempre vissuti
certezze che certe non sembrano mai.
Tutto questo...
Magari è una parentesi
come un frammento di cammino
che nel sogno si confonde
quando volare senza peso
sembra una cosa normale.
Non possiamo contare
le parole racchiuse
nemmeno pesarle possiamo,
ci tocchiamo soltanto
nel buio di un vivere sospeso.
Non avanti...
Mi sanguinano,
ancora di più,
le piaghe profonde,
imposte dal morso
delle mie catene.
Ora che scorgo
l'altra sponda del fiume
che non so attraversare,
lancio forte
il grido del profondo,
per spingere almeno
il mio suono
su quella riva ignota
che, per il solo esser tale,
a me pare
un incanto remoto.
Eri con me, sempre,
negli anni diversi,
nello scorrer veloce
del nostro altrove.
Ero con te, sempre,
ma non lo sapevo
o forse lo fuggivo
a smorzare il rimpianto.
Eravamo insieme
per la promessa viva
del giovane amore,
beffardo del tempo.
Rimarremo insieme,
carezzandoci ancora,
sapendo che l’attesa
non ci può far paura.
Vorrei una coraggiosa follia,
uno sconquasso,
che scrosti il mondo.
Se quel che vedo
è buon pensare,
allora, ci salvi la follia.
Mille sforzi per sanar l’errore,
e falsi sapienti al capezzale
di un’inutile agonia.
E sembrò folle ai più
chi fece saltare
i mercanti dal tempio.
Io non credo,
ma vorrei...
Avvolto in me stesso
nel continuo pensare
resto solo,
come fossi il mare
rinchiuso in un acquario,
nella calma obbligata
d’un falso equilibrio.
Eppure,
nel raro che mi verso,
scorrono zampilli
nasce l’espressione
a bagnare l’amore
a fugare il dolore.
Il pensiero diffonde
e cambia l’intorno.
Ancora troppo spesso
torno a chiudere i confini
del mio...
Cosa posso chiedermi
quando mi dici
che anche i miei frammenti
ti mancano…
e cosa devo fare
se i tuoi rari frammenti
danno un senso
alle ore mie che restano?
Siamo viandanti
dello stesso cammino
e sembra ogni volta
che senza una...
Delle infinite stelle
che illuminano i sogni
accade
che in una soltanto
si perda il mio sguardo,
non è per la luce
e nemmeno il quadrante,
ignoto è il mistero
che a lei mi conduce.
Di quella e non...












