mercoledì 25 Febbraio 2026

Carezze

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  Ti carezzano i miei occhi, corsa inquieta sul tuo volto, finita ruzzolando nel sorriso. Sussurrate le parole vaghe, come refoli di vento in una calma rubata, d’un tempo senza sé. Son nostri gli odori confusi dal calore d’emozione che ci penetrano il naso. Camminano incessanti le mani a dita...
        Ti sollevi, da una tela senza tempo, imperfetta, come solo il vero. Corrono i miei occhi sulla seta della tua pelle ricamata di vene, adagiata sulle curve della tua essenza. Adoro il tuo trasparire, che nulla mostra, pur se...
Magari è una parentesi come un frammento di cammino che nel sogno si confonde quando volare senza peso sembra una cosa normale. Non possiamo contare le parole racchiuse nemmeno pesarle possiamo, ci tocchiamo soltanto nel buio di un vivere sospeso. Non avanti...
Mi siederò ancora di fronte a te immobile a guardarti fissa  con gli occhi che sai. Sorriderò ancora  con la bocca chiusa  e tu mi donerai  la vista del desiderio. Le gambe dischiuse  le mani tue, le dita che scivolano dentro a cercare il piacere. Ti guardo e lo so  che tu...
 Ora è così con i passi di un cammino ricurvo rigurgito i trascorsi d’una giovinezza estinta. Sfoglio le attese d’allora nella gioia disperata d’un amore incerto come il cielo di marzo. Mi domando come sia che ancora mai si spegne quell’ansia mentre pure avvizzisco. Continuo l’errore d’un errare senza meta ubriaco d’una sete che mai può...
Tra i rari compagni del mio star solo ci sei tu, mistero selvaggio. Tu, che pur sola m’appari nelle folle diverse del mio inquieto vagare. Come me sei legata dall’amato e dal non ma nel sogno hai la fuga. Io stesso combatto nell’ore tra il fuggire lontano e l’accettare...
Vorrei una coraggiosa follia, uno sconquasso, che scrosti il mondo. Se quel che vedo è buon pensare, allora, ci salvi la follia. Mille sforzi per sanar l’errore, e falsi sapienti al capezzale di un’inutile agonia. E sembrò folle ai più chi fece saltare i mercanti dal tempio. Io non credo, ma vorrei...
 Ho scritto sulla tua pelle quasi a scivolare le mille parole del mio incanto. Ho atteso l’emozione tua ogni volta diversa per carezzarti da lontano. Ho disteso le mani nel vuoto come un antico mimo per portarti nel mio...
  Dispersi nei frastuoni accaduti nelle folle convulse nel giro della ruota occhi che vidi cieco riappaiono. Dispersi e mi domando perché ora leggo l’intenso che allora sfuggì mescolato tra tanti pur essendo già luce. Dispersi nei luoghi e nei tempi gl’incroci improvvisi di sguardi e parole tra porte e finestre ora chiuse ora aperte. Dispersi nell’intimo mio dei diversi...
Ti ho cercato nella solitudine della folla, nei solchi consumati del ripetuto cammino, negli angoli del tempo rubato, nel parlare muto dei volti adusi, non t’ho visto, non c’eri. Ti ho trovato nelle pieghe più oscure del mio desiderio, nelle...