Mi trovo ora spesso
a guardare indietro
e vedo, a diverse distanze
mani sollevate
le mille cose
lasciate nelle scelte
mi chiamano
e le avrei amate, se avute.
Allora
vorrei tornare al primo mio bivio
al giorno di quella prima scelta
che feci da solo
vedere oggi, chi sarei e dove
per...
Ti carezzano i miei occhi,
corsa inquieta sul tuo volto,
finita ruzzolando nel sorriso.
Sussurrate le parole vaghe,
come refoli di vento
in una calma rubata,
d’un tempo senza sé.
Son nostri gli odori confusi
dal calore d’emozione
che ci penetrano il naso.
Camminano incessanti
le mani a dita...
Non è lo star fermo
che mi pare di morte,
né la corsa sfrenata
che si perde per strada,
è forse il lento cammino
che, ora dopo ora,
pennella i colori
sulla tela del vissuto.
E’ la lettura attenta
incosciente talvolta
dell’incontro e dei contorni
che incide la memoria,
l’attesa...
Magari
saranno sciocchi pensieri,
ribaditi riflessi del sentire,
forse,
cento specchi narcisi
ma lasciate che li scriva.
Lasciate
che siano le parole del giorno
scivolate tra le dita.
Leggete
sentendo anche il non sentito
correte oltre,
se una cosa non va.
Provate
a guardare nelle vostre tasche
se fosse nascosto un talento.
Prendete
l’embrione sepolto...
Sembrano cercarsi
con segnali ignoti
le solitudini vaganti
nel chiasso delle folle.
E’ un magico mistero
quella scintilla nascosta
in un gesto, una parola
un silenzio talvolta.
Così poi accade
da sembrar per caso
e invece tale non è
quell’incontro cercato.
Nel chiasso delle folle
in un tempo improvviso
nella sete che non...
Muovo passi di parole
cammino piano poi corro
salgo scale le scendo
mi avvicino mi allontano
mi discosto se troppo ti premo.
Ti scruto dalle parole
quando leggi o m’ascolti
se taci o fuggi via
è questo il mio...
Tremano le mani tese
in un vuoto di distanza,
nuoto controcorrente ora
in uno sforzo estremo
che pur non m’avvicina.
Non posso fermarmi,
che se fosse sarei perso,
e tu se lì, sulla tua sponda,
vicina che quasi ti tocco
ma non ti chiedo aiuto.
Sono così i miei...
Spudorate le farfalle
e i colibrì e le api
che fanno volando
del bisogno piacere
tra la bellezza dei fiori.
E’ un bizzarro amplesso
di colori e forme
di liquide dolcezze
che sparge senza tregua
la vita nella vita.
...
Guardo le fila ordinate
di fiori dai colori uguali,
le siepi squadrate a disegnare
labirinti
e gli alberi equidistanti,
un disegno geometrico
e sottomesso.
Mi da tristezza quell’armonia
fasulla,
di forbici ed espianti
di veleni e diserbanti.
Allora mi rivolgo altrove,
all’inquieta bellezza
dei verdi selvaggi,
allo stupore di un singolo fiore
ignoto,
alla mescolanza...
Suona di nuovo
la sirena della fabbrica
a urlare la fine dell’assenza.
I giorni leggeri
scivolati nell’oblio
cedono il passo
ai ritmi scanditi
da un diverso sudore.
Una solitudine silente
mi aveva carezzato
con i raggi di sole
tra i rami del giardino.
Eppure, nell’immobile stare
d’un ozio apparente,
i mille accadimenti
d’un pensare...












