Vorrei un perdono da te
che non mi chieda
il dolore d’una penitenza.
Perdonami ora
per non esser sfuggito
a un tuo semplice sguardo
per averti frugato dentro
senza un velo di pudore
perdonami ora
per lo scherno del tempo
e delle...
Quando il tempo è finito
non puoi dartene altro
è inutile tirare l'elastico
la tensione ti consuma.
Se quel tempo è finito
se ne vuoi del nuovo
non perderne ancora
taglia allora l'elastico.
Ora sei libero, alfine
libero dal tuo vecchio...
Mi hai carezzato
in un pomeriggio d’estate,
mentre tra la folla
cantavo la mia solitudine.
Eri stata nell’ombra
ad ascoltarmi da lontano
in quel tempo trascorso
nei nostri altrove.
Inattesa l’emozione
per quella mano ignota
che senza prudenza
mi aveva toccato.
Ho sentito la forza
della radice comune,
rivolto lo sguardo
t’ho baciata...
Muovi flessuosa
come l’onda
d’un oceano calmo
il tuo corpo di donna.
La tua testa china
mansueta alla carezza
come gatta serena
appare quasi vinta
ma il sorriso è un vortice
che richiama altrove
nei misteri di fiere assopite.
Io mi lego a te
negl’istanti donati
al piacere dell’oblio
fuori dal mio tempo
in...
Se potessero
le mie carezze
scogliere il tuo presente
ed i baci sfiorati
donarti l’oblio,
il mio respiro
sanarti l’inquieto
io sarei felice.
Io sono qui,
al tuo uscio
sapendo che sai,
che forse vuoi
ma è solo fuor del tempo
negli spazi rubati
e nella calma del sentire
che possiamo esser noi.
E' una notte illuminata,
cerco il silenzio delle mie ombre
nei viali contorti e indefiniti
d’un cammino senza meta.
E’ una notte illuminata,
non è il chiarore della luna
non sono le stelle,
non un lampione nella terra sospesa.
E’ una notte illuminata,
ecco, mi sembra di vedere,
il...
E ancora mi domando
dei tuoi altrove
dei tuoi cassetti oscuri
delle memorie estinte
e di quelle custodite.
Mi domando
del tuo svegliarti
e del tuo primo sospiro
dei sogni trascorsi
e degl’incubi se sono
Si, mi domando
anche...
Avvizzisce e muore
Pian piano
La mia fragile penna
Soffocata nell’oblio
Della musa fuggita
Ora se mi guardo
Allo specchio
Mi appare la nebbia
Di una sorda malinconia
Magari
saranno sciocchi pensieri,
ribaditi riflessi del sentire,
forse,
cento specchi narcisi
ma lasciate che li scriva.
Lasciate
che siano le parole del giorno
scivolate tra le dita.
Leggete
sentendo anche il non sentito
correte oltre,
se una cosa non va.
Provate
a guardare nelle vostre tasche
se fosse nascosto un talento.
Prendete
l’embrione sepolto...
Pareva la calma inquieta
di quelle notti d’estate
che sembrano d’attesa,
nelle assenze consuete
d’ogni tempo e spazio.
Giungi tu, lampo cercato
d’una nuova passione,
germoglio nascente
da radici intrecciate
d’uno stesso sentire.
Succede poi la magia
di...











