mercoledì 11 Febbraio 2026
  E' sui prati che trovo i fiori, vado nel mare se cerco i pesci, guardo il cielo per gli uccelli ma per la sponda del sentire non c’è una strada scritta. Coperto dal civil vestire mi nascondo ai nascosti, in quel tanfo di stantio del chiacchierar banale. Spogliarsi è...
 E resto acceso sui tuoi lampi esplosi ogni volta nelle tempeste. Ti cerco dal chiuso come fossi tu l’aria, dopo l’apnea, e di nuovo respiro la tua fiamma, ancora una volta incurante di me.
   Rivestono lievi la tua pelle di seta le mie parole corrono vaghe come gocce d’acqua luccicanti su di te si fermano a tratti nei tuoi cavi a farsi calde ancora sfumano in aria a voler distillare l’essenza tua si legano a te nell’emozione breve d’un viaggio di sogno. 7 luglio 2014

Attendo

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Attendo, con te  gli odori d’una primavera  che tarda a mostrarsi  mentre le gemme inquiete  si tingono d’acceso  e i primi fiori sui rami  sono spesso trascorsi.  Attendo, come se  quell’intenso accadere  ci accompagnasse  sul sentiero dei sogni  fioccati nell’inverno  ed ora nel sole  si vogliano far vivi.  Attendo, mentre tu  senza che io...
E’ scorso altro tempo  e ancora ho domande da farmi  su come in quel che resta  possano essere altri sogni. Si, voglio sognare ancora  come nella vita ho fatto  parlo di quel mio vagare e non parlo della notte. E’ questa forse l’essenza  del mio restar bambino  nell’amplesso...

Danzi

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E danzi beffarda sulle corde tese del tuo corpo da viola, sono voli improvvisi e pause di silenzio. Urlano i tuoi sensi, le diverse nature esplodono a fiotti, fuor d’ogni contezza. Godi il donarti, incurante dei visi, degli occhi perduti a seguir le tue scie.
 Si rinnova ogni volta l’inquieto mistero d’una porta che s’apre d’improvviso, tra le mille celle d’affollata solitudine del vivere di corsa. Una spada di luce nella polvere sparsa taglia uno spazio che sembrava vuoto. Mi muovo al richiamo e, vivo d’emozione, in quella luce incauto mi rifletto.

Arte

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    Muovo passi di parole cammino piano poi corro salgo scale le scendo mi avvicino mi allontano mi discosto se troppo ti premo. Ti scruto dalle parole quando leggi o m’ascolti se taci o fuggi via è questo il mio...
Come fossi anch’io un Pinocchio di rigido legno con gli arti sospesi su invisibili fili che mi danno la via. Ho i miei grilli parlanti che ascolto e non seguo ed i tanti Lucignolo ammiccanti con cui corro la strada talvolta, no! spesso. Sono tanti i Mangiafuoco che incontro per le strade resta l’orribile...
In mezzo ai botti di queste ore vive quella guerra, più intima invero, tra il ricordo e la speranza, che di questo trapassare è la vera sostanza.  Per me è così, non so per voi, in quell’istante, affogato nelle bollicine...