Cercarono di spiegarmi
l’immortalità,
ero un bambino
e questa era la regola,
mi tennero lontano dalla malattia,
dalla morte
come se non fosse
il tempo di capire
ma amavo il sapere,
vivevo la frenesia
della curiosità
e mossi i passi del sapere
ed erano mille e mille le domande.
Cominciai a capire
che...
Come lupo solitario
nella notte fonda
urlo alla luna beffarda
al suo mutevole aspetto
al suo sparire oscuro
che mi lascia insonne
in un buio senza vita.
Urlo il richiamo
ad una luce che si nega
ma lei lontana tace
che altro non può
che seguire il suo ciclo
e invano...
Ti carezzano i miei occhi,
corsa inquieta sul tuo volto,
finita ruzzolando nel sorriso.
Sussurrate le parole vaghe,
come refoli di vento
in una calma rubata,
d’un tempo senza sé.
Son nostri gli odori confusi
dal calore d’emozione
che ci penetrano il naso.
Camminano incessanti
le mani a dita...
Ora che mi nutro d’amore
corro ad occhi chiusi
e vedo l’invisibile
non m’importa di sbattere
posso sbagliare strada
far male e farmelo
far bene e offrirlo
senza i grigi pudori.
Ora che ti nutro d’amore
guardami senza lacrime
prendimi senza oscuro
donati senza pensiero
che non c’è ieri che conta
l’altrove...
Cosa mi dici della tenerezza?
Provi anche tu
quello stesso languore
nel muovere lento degli occhi
come fossero raggi di sole
a carezzare i nostri corpi?
Io la vedo
la sento se c’è
e mi nasce profonda
come una...
Ora sono liscio come un sasso
mi puoi portare nelle mani
senza che possa farti male
puoi guardare le vene diverse
dei miei composti minerali.
Non era così il primo giorno
c’erano ombre di punte taglienti
quando mi raccogliesti...
Nel silenzio distillato
d’un mare aperto e calmo
come lago al mattino
sto solitario e ascolto
i cigolii del mio sentire
come di cime tese
su bozzelli di sale
al lento ondeggiare
del mio amato legno.
24 agosto 2013
Mi hai carezzato
in un pomeriggio d’estate,
mentre tra la folla
cantavo la mia solitudine.
Eri stata nell’ombra
ad ascoltarmi da lontano
in quel tempo trascorso
nei nostri altrove.
Inattesa l’emozione
per quella mano ignota
che senza prudenza
mi aveva toccato.
Ho sentito la forza
della radice comune,
rivolto lo sguardo
t’ho baciata...
Quante volte ho giocato
nel parlar di lei
quante volte l’ho sfidata
negli anni dei boccioli
come fosse sì lontana
da sembrare un mai.
M’ha sfiorato poi
coi suoi gelidi venti
portando via le radici
e poi rami preziosi
ed ogni volta ha scosso
un singulto di pensiero.
Mi pare il...
Si, ho fatto, faccio e farò
ogni giorno muovo passi
desidero, prendo, dono
e allora?
Posso ferire
e allora?
E’ il vivere
non è una colpa
non mi tocca forse
il passo dell’altro
e non mi urta?
No, non è sua la...












