sabato 18 Aprile 2026
Potresti star nuda  aver aperte le gambe  ed il sesso proteso,  potresti gemere del tuo piacere  grondare di umori  e farlo ancora  senza fermarti,  le volte che puoi  le volte che sai,  ti guarderei, certo  ma senza vederti  come tu fossi  dipinto di maniera  modesta e consueta  natura morta.  Ma se solo trovassi  nei tuoi occhi quella...
  Vorrei essere lago anche io talvolta in una quiete di normalità come in un silenzio di alba dove nulla è ancora accaduto. Passeggiare insieme nei viali come mille altri e pur restando speciali perché una è simile e diversa l’emozione...
Improvvisa mi prende la noia del tutto e sfuma, già opaco l'amor di ricchezza. Appassisce la voglia di muovere il giorno e attendo la notte solo e buio d'intorno. Trovo allora una gioia nel goder del pensiero mio fedele compagno quando resto da solo. Cerco colpe e motivi varco strade mai viste mi...
Mandiamo via l’inverno le gelide lame del vento ed i suoi nembi grigi che piangono ancora le dirotte malinconie. Che siano nostre e noi le gemme in attesa sui rami umidi e spogli nello stupore ripetuto della nuova stagione. Facciamo la primavera...
  Tortuose le strade delle vite vissute che, come i mille rivoli di fiume giunto a meta, la marea nelle lune scompone e ricompone. Acque diverse, per colore e sale, nell’attimo si mescolano. Gli stessi luoghi, a guardare, si trasformano in diversi ed il lontano d’inganno li mostra sempre uguali. Come il sangue scorrono...

Riparo

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  Ho riempito la vita svuotata di me correndo su merli di castello, con le tasche gonfiate dal nulla nel centro d’un mondo non mio. Riparo ora il tempo che mi resta col calore di un oggi più inquieto, nelle burrasche dei mari ignoti col sogno che...
Fatti amare così come posso di un amore diverso dissennato e carnale  senza ieri né domani. Mescoliamo sotterra le nostre radici che han saputo trovarsi per la linfa comune d’un sentire profondo. Fatti amare così nell’aria e nell’acqua nel fragore assordante del nostro silenzio nella luce della luna. Fatti amare così anche senza...
  Quel troppo tempo  disperso nel negarmi  il dolore del sentire  con occhi aperti  ma ciechi all’accadere.  Quel troppo tempo  occupato sulle cose  ad anima assopita  e orecchie sorde  all’urlo della vita. Quel troppo tempo  scandito dalla regola del ripetersi automatico a chiudere le porte  senza un’altro volere. Quel troppo tempo  non è scorso invano  coi fermenti...

Diviene

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Come campo ingiallito dall’estate trascorsa l’acqua di vita pur lenta, m’abbandona. Con essa, il sogno ormai sfocato, s’allontana si tende in me l’elastico tra ciò che voglio e sono. Diviene inesorabile, il morire lo combatto, perdente aggrappandomi al pensiero. Padrone delle gabbie ...
Ora lo so che saprei essere il tuo volo che del mio ancor più s’alzerebbe so che con le tue passioni si fonderanno le mie e godrai di noi come mai nella vita e sapremo che l’una e l’altra cosa sono il vero godere. 28 settembre 2015