Son le tue labbra a dire
se anche mute le guardo,
nel tanto o poco sangue
che, alterno, le perfonde.
Tua è la scelta d’un rosso
e tua la saliva a lucidarle.
Da te i tanti muscoli tesi,
quasi corde d’un sipario
che s’apre d’improvviso,
lo scarlatto ed...
Ho lasciato una traccia
mille briciole di pensiero
una strada per trovarmi
fatta di odori antichi
di pelle bruciata al sole
di rughe di pianto e di sorriso
di lacrime e d’emozione.
E un animo gentile legge
quei segni...
E’ come un turbine
l’istante che c’assorbe
come fosse un buco nero
ingordo d’ogni desiderio.
Si dissolve il reale
ed il tempo si curva
in un circolo immobile
di carni mescolate.
Siamo qui improvvisi,
inattesi eppur cercati,
col sangue dei...
Come folli trapezisti
di un circo antico e senza rete,
sospesi nell’alto dei nostri opposti
ci guardiamo oscillando
alla ricerca del tempo,
dell’attimo preciso
che ci congiunga in volo.
Si nutre di passione
la forza di quei voli arditi,
è una danza sull’abisso
che avvampa i sensi
e sconfigge la...
Dammi il modo di amarti, amore mio,
rimanendo quello che amasti
da quel primo giorno,
senza sapere chi fossi.
Dammi il modo di essere in te,
pur apparendo altrove,
perché non sembro qui
ma non sono altrove.
Dammi il modo di gioire
anche se...
Dispersi
nei frastuoni accaduti
nelle folle convulse
nel giro della ruota
occhi che vidi cieco
riappaiono.
Dispersi
e mi domando perché
ora leggo l’intenso
che allora sfuggì
mescolato tra tanti
pur essendo già luce.
Dispersi
nei luoghi e nei tempi
gl’incroci improvvisi
di sguardi e parole
tra porte e finestre
ora chiuse ora aperte.
Dispersi
nell’intimo mio
dei diversi...
Guardo le fila ordinate
di fiori dai colori uguali,
le siepi squadrate a disegnare
labirinti
e gli alberi equidistanti,
un disegno geometrico
e sottomesso.
Mi da tristezza quell’armonia
fasulla,
di forbici ed espianti
di veleni e diserbanti.
Allora mi rivolgo altrove,
all’inquieta bellezza
dei verdi selvaggi,
allo stupore di un singolo fiore
ignoto,
alla mescolanza...
Un nuovo libro scriverò
su pagine vuote
di diversi colori
e siano pur diversi
i colori dell’inchiostro.
Come se i colori stessi
potessero cullare le parole,
vestirle perfino
dei sensi indicibili,
del calore e degli odori.
Dimmi tu
se posso dormire
quando di notte
il silenzio mi rende
ciò che ruba il giorno.
Dimmi tu
se devo chiudere i cassetti
ch’esplodono
d’istinto e di memoria.
Dimmi tu
se ora corro la follia,
se ho perso e troverò la strada.
Dimmelo tu
che ignara e orgogliosa
nutristi il mio drago.
Dimmelo...
Chioma regale,
di onde trapuntate
da fili d’argento
nella trama bruna
d’una seta d’oriente,
quei rari grigi
sono grida lucenti
d’un trascorso
che il corpo tuo
beffardo nasconde,
m’incanto ogni volta
nel desiderio
d’intricar le dita
tra quell’inquieto
e carezzarmi il volto
coi tuoi capelli
in un silenzio
di sensi e di sorrisi.












