Ti carezzano i miei occhi,
corsa inquieta sul tuo volto,
finita ruzzolando nel sorriso.
Sussurrate le parole vaghe,
come refoli di vento
in una calma rubata,
d’un tempo senza sé.
Son nostri gli odori confusi
dal calore d’emozione
che ci penetrano il naso.
Camminano incessanti
le mani a dita...
Ti sollevi,
da una tela senza tempo,
imperfetta,
come solo il vero.
Corrono i miei occhi
sulla seta della tua pelle
ricamata di vene,
adagiata sulle curve
della tua essenza.
Adoro il tuo trasparire,
che nulla mostra,
pur se...
Magari è una parentesi
come un frammento di cammino
che nel sogno si confonde
quando volare senza peso
sembra una cosa normale.
Non possiamo contare
le parole racchiuse
nemmeno pesarle possiamo,
ci tocchiamo soltanto
nel buio di un vivere sospeso.
Non avanti...
Mi siederò ancora
di fronte a te immobile
a guardarti fissa
con gli occhi che sai.
Sorriderò ancora
con la bocca chiusa
e tu mi donerai
la vista del desiderio.
Le gambe dischiuse
le mani tue, le dita
che scivolano dentro
a cercare il piacere.
Ti guardo e lo so
che tu...
Ora è così
con i passi di un cammino ricurvo
rigurgito i trascorsi
d’una giovinezza estinta.
Sfoglio le attese d’allora
nella gioia disperata
d’un amore incerto
come il cielo di marzo.
Mi domando
come sia che ancora
mai si spegne quell’ansia
mentre pure avvizzisco.
Continuo l’errore
d’un errare senza meta
ubriaco d’una sete
che mai può...
Tra i rari compagni
del mio star solo
ci sei tu, mistero selvaggio.
Tu, che pur sola m’appari
nelle folle diverse
del mio inquieto vagare.
Come me sei legata
dall’amato e dal non
ma nel sogno hai la fuga.
Io stesso combatto nell’ore
tra il fuggire lontano
e l’accettare...
Vorrei una coraggiosa follia,
uno sconquasso,
che scrosti il mondo.
Se quel che vedo
è buon pensare,
allora, ci salvi la follia.
Mille sforzi per sanar l’errore,
e falsi sapienti al capezzale
di un’inutile agonia.
E sembrò folle ai più
chi fece saltare
i mercanti dal tempio.
Io non credo,
ma vorrei...
Ho scritto sulla tua pelle
quasi a scivolare
le mille parole del mio incanto.
Ho atteso l’emozione tua
ogni volta diversa
per carezzarti da lontano.
Ho disteso le mani nel vuoto
come un antico mimo
per portarti nel mio...
Dispersi
nei frastuoni accaduti
nelle folle convulse
nel giro della ruota
occhi che vidi cieco
riappaiono.
Dispersi
e mi domando perché
ora leggo l’intenso
che allora sfuggì
mescolato tra tanti
pur essendo già luce.
Dispersi
nei luoghi e nei tempi
gl’incroci improvvisi
di sguardi e parole
tra porte e finestre
ora chiuse ora aperte.
Dispersi
nell’intimo mio
dei diversi...
Ti ho cercato
nella solitudine della folla,
nei solchi consumati
del ripetuto cammino,
negli angoli del tempo rubato,
nel parlare muto
dei volti adusi,
non t’ho visto, non c’eri.
Ti ho trovato
nelle pieghe più oscure
del mio desiderio,
nelle...












