domenica 26 Aprile 2026

Danzi

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E danzi beffarda sulle corde tese del tuo corpo da viola, sono voli improvvisi e pause di silenzio. Urlano i tuoi sensi, le diverse nature esplodono a fiotti, fuor d’ogni contezza. Godi il donarti, incurante dei visi, degli occhi perduti a seguir le tue scie.
Vorrei riuscire  a svuotare il trascorso  soffocar la memoria  di baci e di ferite  e guardarti incantato come il primo giorno. Corre ora la danza  d’un elastico teso  che annienta lo sforzo d’una fuga sconfitta  tra ricerca d’oblio e brace di speranza.  E ritorni ancora nel tuo cammino inquieto e sicuro  ad incrociare il...

Perdonarsi

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Vedo spesso il furore dell’odio negli amori appena morti intenso, come lo stesso amore la serpe che ha morso il drago. E’ forse la disillusione di mondi ignoti e diversi che si credevano uno ma non è questo l’amore. Io perdono, perdono l’amore comprendo l’illusione perdono il mio maiale carezzo...
  Io la resistenza non l'ho vissuta, l'ho studiata come la maggior parte di quelli che oggi la festeggiano. Era, quello dei partigiani, un nemico visibile, materiale, comprensibile, contro cui, seppure con rischio e difficoltà, si poteva agire e lottare. ...
  Sembra un precipizio che pure faccio in piano col mio restar fermo come fossi rinchiuso prigioniero d’una botte d’un inerme pensiero. M’è sempre più distante il perenne dimenarsi delle mille formiche rese ormai cieche dal correr continuo sul consueto cammino. E’ forse uno stato di reazione imbelle il...
Dal mio remoto non riesco sempre a mandarti le carezze che vorrei e quegli abbracci che tolgono il fiato. Dal mio remoto sento la colpa dell’esser qual sono dell’averti scosso dal tuo sentiero. Dal mio remoto pur sento il profumo del tuo pensiero che in lunghi istanti così dolce m’assale. Dal mio remoto sconfiggo il...
 Ora ci sono fantasmi per strada come se altro fossero le vite dei passanti dai volti ignoti. Un’ombra di oscuro sospetto ammanta le luci della festa sui passi affrettati della gente. Una liquida guerra si diffonde non solo di spari ed esplosioni ma di parole ostili e...
  Eccolo è forse quello l’appiglio nella roccia, ci sono quasi con la mano mentre, pur nel gelo, la fronte mi si bagna col sudore di fatica. Un altro passo, un metro più in alto ma non vedo la cima, quasi pare che m’avvolga, ripiegata su se stessa, la parete su...
Quando sembra la tempesta che quasi mi sommerge è come legno per un naufrago il pensiero dolce di te. Nasce così su quell’appiglio la speranza di una riva che sia della mia salvezza da un destino che rinnego. Questo è...
Ti ho cercato nella solitudine della folla, nei solchi consumati del ripetuto cammino, negli angoli del tempo rubato, nel parlare muto dei volti adusi, non t’ho visto, non c’eri. Ti ho trovato nelle pieghe più oscure del mio desiderio, nelle...