Potresti star nuda
aver aperte le gambe
ed il sesso proteso,
potresti gemere
del tuo piacere
grondare di umori
e farlo ancora
senza fermarti,
le volte che puoi
le volte che sai,
ti guarderei, certo
ma senza vederti
come tu fossi
dipinto di maniera
modesta e consueta
natura morta.
Ma se solo trovassi
nei tuoi occhi
quella...
Vorrei essere lago anche io
talvolta
in una quiete di normalità
come in un silenzio di alba
dove nulla è ancora
accaduto.
Passeggiare insieme nei viali
come mille altri
e pur restando speciali
perché una è
simile e diversa
l’emozione...
Improvvisa mi prende
la noia del tutto
e sfuma, già opaco
l'amor di ricchezza.
Appassisce la voglia
di muovere il giorno
e attendo la notte
solo e buio d'intorno.
Trovo allora una gioia
nel goder del pensiero
mio fedele compagno
quando resto da solo.
Cerco colpe e motivi
varco strade mai viste
mi...
Mandiamo via l’inverno
le gelide lame del vento
ed i suoi nembi grigi
che piangono ancora
le dirotte malinconie.
Che siano nostre e noi
le gemme in attesa
sui rami umidi e spogli
nello stupore ripetuto
della nuova stagione.
Facciamo la primavera...
Tortuose le strade
delle vite vissute
che, come i mille rivoli
di fiume giunto a meta,
la marea nelle lune
scompone e ricompone.
Acque diverse,
per colore e sale,
nell’attimo si mescolano.
Gli stessi luoghi, a guardare,
si trasformano in diversi
ed il lontano d’inganno
li mostra sempre uguali.
Come il sangue
scorrono...
Ho riempito la vita svuotata di me
correndo su merli di castello,
con le tasche gonfiate dal nulla
nel centro d’un mondo non mio.
Riparo ora il tempo che mi resta
col calore di un oggi più inquieto,
nelle burrasche dei mari ignoti
col sogno che...
Fatti amare così
come posso
di un amore diverso
dissennato e carnale
senza ieri né domani.
Mescoliamo sotterra
le nostre radici
che han saputo trovarsi
per la linfa comune
d’un sentire profondo.
Fatti amare così
nell’aria e nell’acqua
nel fragore assordante
del nostro silenzio
nella luce della luna.
Fatti amare così
anche senza...
Quel troppo tempo
disperso nel negarmi
il dolore del sentire
con occhi aperti
ma ciechi all’accadere.
Quel troppo tempo
occupato sulle cose
ad anima assopita
e orecchie sorde
all’urlo della vita.
Quel troppo tempo
scandito dalla regola
del ripetersi automatico
a chiudere le porte
senza un’altro volere.
Quel troppo tempo
non è scorso invano
coi fermenti...
Come campo ingiallito
dall’estate trascorsa
l’acqua di vita
pur lenta, m’abbandona.
Con essa, il sogno
ormai sfocato, s’allontana
si tende in me l’elastico
tra ciò che voglio e sono.
Diviene
inesorabile, il morire
lo combatto, perdente
aggrappandomi al pensiero.
Padrone delle gabbie
...
Ora lo so
che saprei essere il tuo volo
che del mio
ancor più s’alzerebbe
so che con le tue passioni
si fonderanno le mie
e godrai di noi
come mai nella vita
e sapremo
che l’una e l’altra cosa
sono il vero godere.
28 settembre 2015












